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Bisogna prima di tutto avere un HD auto alimentato che le porte USB del raspberry non hanno sufficiente potenza. Dobbiamo poi installare il software per interagire con NTFS


Ora colleghiamo l’HD e vediamo dove è

Questo è prima di collegare

dopo

Dove è evidenziato il disco aggiunto come /dev/sda1. Ora possiamo montarlo

La cartella “/mnt” è quella dove solitamente si mettono i media “permanenti” ma normalmente preferisco metterli nella cartella /media creando opportune subdir. Da questo momento il nostro drive è montato e operativo. Meglio però dare una occhiata ai permessi.

Per provarlo creiamo un folder


Verifichiamo che tutto sia a posto con il comando df

Il cambiamento però non è ancora permanente. Al primo reboot tutto scomparirebbe….

E aggiungiamo

Le  colonne indicano:

  1. Il nome del device .
  2. Il mount point, dove cioè lo abbiamo collegato al filesystem.
  3. Il tipo del filesystem ( ntfs-3g, vfat per windows).
  4. Opzioni: deve esssere montato al boot.
  5. dump-freq adjusts the archiving schedule for the partition (used by dump).
  6. pass-num Controls the order in which fsck checks the device/partition for errors at boot time. The root device should be 1. Other partitions should be either 2 (to check after root) or 0 (to disable checking for that partition altogether).

A value of zero in either of the last 2 columns disables the corresponding feature.

Invece di utilizzare /dev/sda1 si può utilizzare l’UID ricavato prima. In questo caso

Per smontarlo


Abbiamo ora però un problema. Il disco rimane sempre acceso. Il Raspberry non controlla infatti lo spegnimento automatico. Possiamo provare ad abilitarla in tre modi diversi, da provare in sequenza sperando di trovare quello giusto. Ricordiamo che il nostro disco è sda1.

HDPARAM

Installiamolo

Verifichiamo che funzioni con il nostro hard disk sda1

Se abbiamo un risultato simile a questo

siamo a posto altrimenti possiamo passare ai paragrafi successivi. Inoltre il disco si spegnerà quindi è semplice capire se funziona o no…

Controlliamo ora se supporta la write cache

Se il risultato è ( nota bene l’asterisco ):

allora è supportata altrimenti no. Tenerselo a mente quando andremo a scrivere i parametri definitivi.

Per fare andare il nostro disco in ‘riposo’ utilizziamo il comando:

-BXXX con XXX che può variare da 0 a 127 ma 127 è il valore consigliato per lo scopo che ci prefiggiamo qui.

Attenzione che se viene mostrato una risposta con APM non supportato significa che dobbiamo utilizzare un altro modo fra i seguenti.

Per rendere inostri cambaimenti permamenti

Lo spindown_time value deve essere moltiplicato per 5 per avere il valore in secondi quindi 120 siginifica 600 secondi quindi 10 minuti

Facciamo ripartire il servizio e osserviamo bene che non ci siano errori

HD-IDLE

Se non ha funzionato hdparm prima di tutto rimuoviamolo

Per capire se hd-idlepuò funzionare con il nostro sistema dobbiamo lanciare il comando:

In fondo dovrebbe esserci qualcosa tipo

Se c’è possiamo procedere ma dobbiamo prima compilarlo e scaricare i tool di sviluppo. Il riferimento qui è alla versione 1.05. Adeguarla alla nuova versione eventualmente.

Proviamo se funziona

Dovremmo avere un output come questo

Ctrl+C per fermarlo. Se ne abbiamo solo uno e si blocca non va bene altrimenti possiamo rendere permanente la configurazione

Cambiamo le linee

600 sono i secondi. Facciamo ripartire il servizio

SDPARM

Ok non funziona nessuna delle due possibilità precedenti. L’ultima è SDPARM. Rimuoviamo i programmi precedentemente installati prima:

Installiamo sdparm

Vediamo se funziona

L’output dovrebbe essere simile a questo:

Se il nostro Hard Disk si è fermato allora funziona e possiamo andare ad inserirlo nel cronjob

Se vogliamo far si che parta ogni 10 minuti

Ma a questo punto altro non è che un comando da inserire nel cronjob quindi basta guardare le istruzioni relative.

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#1 on 2017-Lug-13 gio  07:19+7200

#2 on 2017-Lug-13 gio  07:01+7200